Versione del libro Lingua Magistra 1

Numa e Tullo

Pagina 333, versione 123 del libro Lingua Magistra 1.

Testo Originale Latino

Numa Pompilius Pomponii filius postquam Curibus oppido Sabinorum accitus erat Romam venit et sacra plurima instituit. Aedem Vestae fecit virgines…

Traduzione Italiana

Numa Pompilio, figlio di Pomponio, dopo essere stato chiamato da Curi, città dei Sabini, giunse a Roma e istituì molti riti sacri. Costruì il tempio di Vesta, elesse le vergini Vestali, i flamini, di Giove, di Marte e di Quirino, i Salii, sacerdoti di Marte, il primo dei quali si chiama Primo Danzatore, creò il Pontefice massimo, costruì le porte di Giano bifronte. Sostenne anche molte utili leggi, faceva tutto per ordine della ninfa Egeria, sua moglie. Per questa tale giustizia nessun nemico gli dichiarò guerra. Dopo che morì per una malattia, fu sepolto nel Gianicolo, dove dopo anni fu ritrovata una piccola arca con i libri da Terenzio; i quali libri, poiché contenevano le origini umili della religione, furono bruciati per ordine dei senatori. Tullo Ostilio, poiché aveva fatto un buon lavoro contro i Sabini fu nominato re e dichiarò guerra agli Albani, guerra che finì con una battaglia tre contro tre. Distrusse Alba a causa della perfidia del duce Mezio Fufezio e condusse gli Albani a Roma. Fondò la Curia Ostilia, Aggiunse il monte Celio alla città. E mentre imitava Numa Pompilio nei sacrifici, fu colpito da un fulmine e crollò con la reggia.

 

Analisi

postquam Curibus, oppido Sabinorum, accitus erat: temporale

quorum primus praesul vocatur: relativa

Ob hanc tantam iustitiam: causale

Postquam morbo solutus est: temporale

in Ianiculo: stato in luogo

ubi post annos arcula cum libris: locativa

quia leves sacrorum causas continebant, quia bonam operam adversum Sabinos navaverat: causale

quod trigeminorum certatione finivit: relativa

propter perfidiam: causale

dum Numam Pompilium sacrificiis assimulat: temporale

cum regia: unione