Versione del libro Lingua Magistra 1

Ulisse diventa Nessuno

Pagina 412, versione 156 del libro Lingua Magistra 1.

Testo Originale Latino

Inde Ulixes pervenit ad Cyclopem Polyphemum Neptuni filium cui responsum erat ab augure Telemo Eurymi filio ut curaret ne ab…

Traduzione Italiana

Da lì Ulisse giunse dal Ciclope Polifemo, figlio di Nettuno, al quale era stato vaticinato dall'augure Telemo, figlio di Eurimio, di stare attento a non essere accecato da Ulisse. Polifemo aveva in mezzo alla fronte un solo occhio e mangiava carne umana. Costui, avendo condotto il gregge nella spelonca, mise all'uscio un'enorme pietra e, avendo chiuso Ulisse con i compagni, iniziò a mangiare alcuni di loro. Ulisse, vedendo che non poteva bloccare la sua disumanità e ferocia, con il vino, che aveva avuto da Marone, lo ubriacò e disse di chiamarsi Nessuno. Così, bruciando il suo occhio con un tronco ardente, Polifemo chiamò con le sue grida gli altri Ciclopi per implorare aiuto dalla spelonca, che era chiusa, disse loro: "Nessuno mi acceca". Quelli allora, credendo che egli dicesse ciò per deridere i fratelli, lo trascurarono. Ma Ulisse legò i suoi compagni alle pecore e se stesso ad un ariete e così fuggirono tutti dalla spelonca.

 

Analisi

ad Cyclopem Polyphemum: moto a luogo figurato

ab augure Telemo: c. d'agente

ut curaret: dichiarativa

ne ab Ulixe excaecaretur: finale negativa

media fronte: stato in luogo figurato

cum pecus in speluncam adduxisset: cum narrativo con valore temporale

cum Ulixem cum sociis inclusisset: cum narrativo con valore causale

cum videret eius immanitatem atque feritatem vetare se non posse: cum narrativo con valore causale + oggettiva

quod a Marone acceperat: relativa

cum oculum eius trunco ardenti exureret: cum narrativo con valore causale

clamore suo: c. di mezzo

ut auxilium oraret: finale

quae praecludebatur: relativa

cum crederent eum id dicére: cum narrativo con valore causale + oggettiva

ut fratres derideret: finale