Versione del libro Lingua Magistra 1

Vicende della seconda guerra punica

Pagina 228, versione 83 del libro Lingua Magistra 1.

Testo Originale Latino

Interea in Hispaniam ubi nullus Romanus imperator erat P. Cornelius Scipio mittitur filius P. Scipionis qui ibidem bellum gesserat vir…

Traduzione Italiana

Intanto in Spagna, dove non c'era alcun comandante romano, fu mandato P. Cornelio Scipione, figlio di P. Scipione, che lì stesso aveva combattuto la guerra, quali il più grande uomo di tutti i Romani della sua epoca e di quelle successive. Costui prese Cartagena di Spagna, dove gli africani avevano i loro averi, tutto l'oro, l'argento e gli strumenti di guerra, e illustri ostaggi che avevano ricevuto dagli Ispanici. Lì cattura anche Magone, fratello di Annibale, che manda a Roma insieme agli altri. A Roma dopo questa notizia ci fu grande gioia. Scipione restituì ai genitori gli ostaggi degli Ispanici, poiché quasi tutti gli Ispanici all'unanimità erano passati dalla sua parte. Poi mise in fuga Asdrubale, fratello di Annibale, e prese un ricco bottino. Frattanto in Italia il console Q. Fabio Massimo liberò Taranto, dove c’era la grande milizia di Annibale. Allora molte città romane, che prima erano passate ad Annibale, si consegnarono nuovamente a Fabio Massimo. In Italia tuttavia si combatté male, perché il console Claudio Marcello subì una strage e fu ucciso da Annibale, con il grande massacro delle coorti.

 

Analisi

ubi nullus Romanus imperator erat: relativa

qui ibidem bellum gesserat, ubi suas opes Afri habebant, quos ab Hispanis acceperant, quem Romam cum aliis mittit: relative

cum aliis: compagnia

Romae: locativo

post hunc nuntium: c. di tempo determinato

quoniam cuncti fere Hispani uno animo ad eum transfugeran: causale

in Italia: stato in luogo

in quo magnae copiae Hannibalis erant, quae ad Hannibalem defecerant prius: relativa

quod Claudius Marcellus consul cladem accepit et ab Hannibale occisus est: causale

cum cohortium magna caede: c. di unione