Versione del libro Lingua Viva 2

Che cosa dovrei fare?

Pagina 348, versione 2 del libro Lingua Viva 2.

Di questo libro trovi tutte le versioni tradotte e le analisi svolte!

Testo Originale Latino

Brundisio profecti sumus a. d. II Kal. Mai.; per Macedoniam Cyzicum petebamus. O me perditum o me adflictum! Quid nunc?…

Traduzione Italiana

Parto (lett. Partiamo) da Brindisi il 30 aprile (lett. il secondo giorno prima delle calende di maggio); mi dirigo (lett. ci dirigiamo) a Cizico attraverso la Macedonia. Me disperato, me avvilito! Che (fare) ora? Dovrei chiederti di venire, sapendo che sei (lett. [tu che sei] una donna) malata e distrutta nel corpo e nell’animo? Non dovrei chiedertelo? Dovrei dunque rimanere senza di te? Potrei fare così, mi pare: se c’è speranza di un mio (lett. nostro) ritorno, rafforzala e favorisci la cosa; se invece, come temo, (tutto) è perduto, vedi di raggiungermi in qualunque modo puoi. Sappi solo questo: se avrò te, non mi sembrerà di essere del tutto perduto. Ma che cosa accadrà alla mia amata Tullia? Pensate voi ora a questo; a me manca un’idea chiara (consilium). Ma certo, in qualsiasi modo la situazione evolverà, bisognerà preoccuparsi del matrimonio e del buon nome di quella poveretta. E poi? Che cosa farà il mio amato Cicerone? Vorrei che fosse sempre nel (mio) grembo e fra le mie braccia (lett. nel mio abbraccio). Non posso più scrivere altro; il dolore (me) lo impedisce. Non so che cosa ti sia capitato (lett. tu abbia fatto); se conservi qualcosa o, come temo, sei stata privata di tutto (plane: completamente). Quanto al fatto che mi esorti a stare di buon animo e a mantenere la speranza di recuperare la salvezza, vorrei che la situazione fosse tale da permetterci di sperare (lett. ciò vorrei fosse di tale modo che possiamo fondatamente sperare). E ora, povero me, quando riceverò una tua lettera? Chi me la porterà? L’avrei aspettata a Brindisi, se mi fosse stato consentito dai marinai, che non hanno voluto lasciar passare il momento favorevole alla navigazione (tempestas). Per il resto, tieniti su, mia (cara) Terenzia, nel modo più onorevole possibile. Ho vissuto, ho raggiunto (lett. abbiamo vissuto... raggiunto) grandi traguardi; non la mia (lett. nostra) manchevolezza, ma la mia virtù mi (lett. ci) ha abbattuto; non ho commesso (lett. non c’è) alcuna colpa, se non quella di non aver perso (lett. se non che non abbiamo perso) la vita insieme all’onore.

 

Analisi

Quid (faciam) nunc?: proposizione interrogativa diretta.

Rogem te: proposizione interrogativa diretta.

ut venias: proposizione completiva.

Non rogem?: proposizione interrogativa diretta.

Sine te igitur sim?: proposizione interrogativa diretta.

si est spes nostri reditus: proposizione condizionale.

sin... transactum est: proposizione condizionale.

ut ego metuo: proposizione modale.

quoquo modo potes: proposizione modale.

si te habebo: proposizione condizionale,

(me) perisse: proposizione infinitiva con valore soggettivo.

Sed quid... fiet?: proposizione interrogativa diretta.

quoquo modo... habebit: proposizione modale.

serviendum est: coniugazione perifrastica passiva.

Quid? Cicero meus quid aget?: proposizioni interrogative dirette.

quid egeris: proposizione interrogativa indiretta.

utrum teneas an... sis spoliata: proposizioni interrogative indirette.

quod metuo: proposizione parentetica.

ut... sim et... habeam: proposizioni completive.

ut... sperare possimus: proposizione consecutiva.

quando... accipiam? Quis... perferet?: proposizioni interrogative dirette.

Quas ego exspectavissem Brundisii, si esset licitum per nautas: periodo ipotetico di III tipo.

qui... noluerunt: proposizione relativa.

ut potes: proposizione modale.

quod... amisimus: proposizione dichiarativa.