Versione del libro Lingua Viva 2

I filosofi e la morte

Pagina 264, versione 10 del libro Lingua Viva 2.

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Testo Originale Latino

Plurimorum philosophorum nihil vivere aut mori intererat neque ullam sepulturae curam habebant: nonne Theodori Cyrenaei philosophi non ignobilis constantiam admiramur?…

Traduzione Italiana

Alla maggior parte dei filosofi non importava affatto (nihil) vivere o morire, né avevano alcuna preoccupazione della sepoltura: non ammiriamo forse la forza d’animo di Teodoro, filosofo cirenaico non sconosciuto? Infatti, quando il tiranno Lisimaco gli minacciò la crocifissione, disse: «Minaccia tali torture ai tuoi cortigiani, che temono sempre la morte e il dolore! Per Teodoro che differenza fa marcire per terra o in aria (sublime in aere)?». Anche Socrate, la cui sapienza era stimata moltissimo (maximi habebatur), dopo aver discusso dell’immortalità delle anime, quando ormai era vicino il momento della morte, interrogato da Critone su dove volesse essere sepolto, disse: «Amici, mi sono dato molto da fare (multam operam… consumpsi) per nulla! Infatti non ho convinto il nostro Critone che dopo la morte volerò via da qui, né lascerò qua qualcosa di me. Però, Critone, se potrai raggiungermi, seppelliscimi dove ti sembrerà opportuno. Ma, credimi, nessuno di voi mi raggiungerà, una volta che sarò uscito da qui». Più rigido fu Diogene, che, da cinico qual era, ordinò di essere gettato in un luogo qualsiasi (ubicumque terrarum) senza sepoltura (lett. insepolto). Allora gli amici: «Ti abbandoneremo agli uccelli e alle fiere?». «Niente affatto - rispose -, ma mettetemi accanto un bastone, così che possa scacciare le fiere!». «In che modo potrai, se non avrai sensibilità (lett. sentirai nulla)?». «Allora, se non avrò sensibilità, non mi interesserà quel che le fiere faranno (lett. facciano) al mio corpo con i (loro) morsi».

 

Analisi

a. Individua i costrutti con il verbo interest impersonale e indica per ciascuno la persona cui interessa e la cosa che interessa.

Plurimorum philosophorum nihil vivere aut mori intererat, dove Plurimorum philosophorum è la persona cui interessa e vivere aut mori la cosa che interessa.

mea... intererit quid... faciant: mea è il pronome che indica la persona cui interessa, mentre la cosa che interessa è espressa con un'interrogativa indiretta.

b. Individua il complemento di stima.  

maximi.