Versione del libro Lingua Viva 2

Occorre reagire sempre alle sventure

Pagina 376, versione 9 del libro Lingua Viva 2.

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Testo Originale Latino

Ut enim fit in proelio ut ignavus miles ac timidus simul ac viderit hostem abiecto scuto fugiat quantum possit ob…

Traduzione Italiana

Difatti, come capita che in combattimento il soldato codardo e pauroso, appena vede (lett. ha visto) il nemico, gettato lo scudo, fugge quanto più può, e per questo motivo talvolta (non numquam) muore pur restando illeso (più lett. pur col corpo illeso), mentre a quello che è rimasto al suo posto non accade (lett. è accaduto) nulla di simile, così quelli che non possono sopportare l’idea (species) del dolore, si abbattono e pertanto restano accasciati e scoraggiati; quelli che invece resistono (lett. hanno resistito), si ritirano molto spesso vincitori. Vi sono infatti certe somiglianze tra anima e corpo. Come si portano più agevolmente i pesi tendendo tutte le forze del corpo (contentis corporibus), (mentre) rilassandole (essi) opprimono, in modo del tutto analogo (simillime) l’anima, tendendo le sue forze, rimuove ogni peso imposto (su di essa), mentre rilassandosi è così oppressa da non potersi sollevare. E, se cerchiamo la verità, nell’adempiere tutti i doveri bisogna valersi della tensione (anche: dello sforzo) dell’anima; essa è, per così dire, la sola tutela del dovere. Ma nel dolore bisogna stare attenti soprattutto a questo, a non comportarsi mai (più lett. fare mai qualcosa) da pusillanime, da pauroso, da ignavo, da servo o da donna, e anzitutto si rifiuti e si respinga quel modo di gridare (clamor) come Filottete. Gemere è concesso talora all’uomo, ma di rado, (emettere) grida lamentevoli (eiulatus) neppure a una donna. E senza dubbio questo è il “lamento lugubre” che le (leggi delle) Dodici Tavole vietarono di versare (più lett. che fosse versato) ai funerali. L’uomo forte e sapiente non geme mai, tranne eventualmente per indursi alla resistenza, come nello stadio i corridori gridano quanto più possono.

 

Analisi

a. Individua le subordinate comparative.

quantum possit.

b. Si tratta di comparative reali o ipotetiche?

Ipotetica.

c. La subortdinata sic... ut se nequeat extollere (r.6) è comparativa?

No, è consecutiva.