Versione del libro Lingua Viva 2

Una difficile marcia militare

Traduzione della versione di latino dal libro "Lingua Viva 2"

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Testo Originale Latino

Alexander cum armigeris et ala quam agema appellabant ardua semita sed longius remota a stationibus hostium multa cum vexatione processit.…

Traduzione Italiana

Con gli scudieri e lo squadrone chiamato (lett. che chiamavano) «agema», Alessandro proseguì con molta fatica per un sentiero impervio, ma abbastanza lontano dai posti di sentinella dei nemici. Era mezzogiorno, e un riposo (era) necessario per gli uomini stanchi, poiché rimaneva altrettanto cammino quanto ne avevano percorso, ma meno scosceso e difficile. Così, rifocillati i soldati dal cibo e dal sonno, alla seconda vigilia riprende la marcia, che viene superata senza difficoltà; tuttavia (ceterum), là dove (qua: dalla parte in cui) il pendio dei monti digrada a poco a poco verso zone pianeggianti, un’enorme voragine, scavata dalla confluenza di torrenti, aveva interrotto il passaggio. Oltre a ciò (ad hoc), i rami degli alberi, intrecciati e legati l’uno con l’altro, opponevano come una siepe ininterrotta. Un grande scoraggiamento era sopravvenuto, dunque, al punto che i soldati trattenevano a stento le lacrime e dicevano tra di loro: soprattutto l’oscurità era (ragione) di panico; infatti, anche se alcune stelle brillavano qua e là, gli alberi, coperti da un fogliame compatto, impedivano di scorgerle. Non restava neppure la possibilità di servirsi dell’udito (lett. l’uso delle orecchie), poiché agitava i boschi un vento che produceva un sibilo fortissimo con i rami che si urtavano. La luce (tanto) attesa attenuò finalmente tutto ciò che la notte aveva reso più pauroso: a tutti era evidente che la frana avrebbe potuto essere aggirata se avessero cambiato direzione (di marcia) per un breve tratto. Allora ognuno cominciava (lett. aveva cominciato) a diventare guida di se stesso (= a farsi strada da sé).