Versione del libro Lingua Viva 2

Verre, profanatore di luoghi sacri

Pagina 254, versione 1 del libro Lingua Viva 2.

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Testo Originale Latino

Ex amplissimo collegio decemvirali sacerdotes populi Romani cum esset in urbe nostra Cereris pulcherrimum et magnificentissimum templum tamen usque Hennam…

Traduzione Italiana

E allora dei sacerdoti del popolo romano, (provenienti) dal nobilissimo collegio dei decemviri, pur essendovi nella nostra città un tempio di Cerere bellissimo e magnifico, tuttavia si misero in viaggio fino a Enna. Erano infatti così grandi l’importanza e l’antichità di quel culto che, recandosi lì, non sembrava andassero in un tempio di Cerere, ma da Cerere in persona. Non (vi) annoierò oltre; infatti già da un pezzo temo che la mia arringa appaia incompatibile con la prassi giudiziaria (iudiciorum ratio) e con la consueta oratoria forense (dicendi consuetudo: consuetudine del parlare [in pubblico]). Dico (soltanto) che proprio questa bellissima statua di Cerere, la più antica, la più venerata, il primo fra gli oggetti di culto che vi sono presso tutti i popoli e nazioni, fu da Gaio Verre tolta dal suo tempio e dal suo posto. Mi tornano infatti alla mente quel santuario, quel luogo, quel culto; mi stanno davanti agli occhi tutti i particolari, quel giorno in cui, dopo essere arrivato a Enna, si presentarono davanti a me (praesto mihi… fuerunt) le sacerdotesse di Cerere con le bende e i ramoscelli sacri, nonché una grande adunanza (contio conventusque) di cittadini, da cui, mentre parlavo, provenivano gemiti e pianti così forti che un gravissimo cordoglio pareva diffondersi in tutta la città. Ma questo dolore era così acuto che sembrava (loro) che Verre fosse giunto a Enna come un secondo Plutone e che non avesse portato via Proserpina, bensì avesse rapito la stessa Cerere. E veramente quella città non dà l’impressione di essere una città, ma il santuario di Cerere; gli Ennesi ritengono che Cerere abiti presso di loro, sicché (mi) pare che siano non già i concittadini di quella città, ma tutti sacerdoti, tutti abitanti e sacerdoti (del tempio) di Cerere.

 

Analisi

a. Individua le forme del verbo videor e analizzale indicando modo, tempo, persona, numero e genere (se possibile).

viderentur: congiuntivo imperfetto, III persona plurale, maschile.

videatur: congiuntivo presente, terza persona singolare, femminile.

videretur: congiuntivo imperfetto, III persona singolare, maschile.

videretur: congiuntivo imperfetto, III persona singolare.

videtur: indicativo presente, III persona singolare, femminile.

videantur: congiuntivo presente, III persona plurale, maschile.

b. Indica se le forme di videor individuate hanno costruzione personale o impersonale. Quando la costruzione è personale, in base a quale elemento puoi affermarlo?

Viderentur: è costruito personalmente, dal momento che concorda con il soggetto sottinteso (illi, legato all'infinito proficisci).

videatur: è costruito personalmente, infatti oratio mea, al nominativo, è legato a esse, infinito.

videretur: ha la costruzione personale, e ciò appare chiaro dal costrutto che immediatamente lo precede, del nominativo+infinito (acerbissimus luctus versari).

videretur: è costruito impersonalmente.

videtur: ha la costruzione personale (regge illa urbs... esse).

videantur: ha costruzione personale, e ciò appare chiaro dal costrutto del nominativo+infinito (omnes sacerdotes, omnes accolae atque antistites... esse).