Versione del libro Maiorum Lingua A

Clelia

Pagina 204, versione 221 del libro Maiorum Lingua A.

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Testo Originale Latino

Porsena Etruscorum rex Romam obsidione cingebat. Etruscorum castra in Tiberis ripis posita erant et ibi aliquot nobiles puellae Romanae obsides…

Traduzione Italiana

Porsenna, re degli Etruschi, cingeva d'assedio Roma. L'accampamento degli Etruschi era posto sulle rive del Tevere e là alcune nobili fanciulle Romane erano tenute in ostaggio. Tra gli ostaggi c'era Clelia, fanciulla bella e coraggiosa, che desiderava la libertà e incitava continuamente le compagne alla fuga. Una notte, perciò, con grande coraggio elude le sentinelle e di nascosto fugge con le compagne dall'accampamento degli Etruschi; dopo scende al fiume e fra le frecce dei nemici audacemente attraversa il Tevere per prima. Al mattino, con altre fanciulle raggiunge Roma, dove restituisce ai genitori le figlie e, davanti ai senatori e a tutto il popolo, narra la sua impresa. I senatori lodano il coraggio di Clelia, ma rimandano la fanciulla al re Porsenna, poiché tra Romani ed Etruschi c'era un patto e i Romani osservano sempre i patti. Clelia ritorna all'accampamento degli Etruschi, ma il re, commosso dalla sua audacia, libera la fanciulla e la rimanda a Roma. Poi, i Romani posero nella via Sacra una statua della coraggiosa Clelia.

 

Analisi

quae cupiebat et incitabat: proposizioni relative

ubi... reddit atque... narrat: proposizioni locative

quia... erat et... observant: proposizioni causali