Versione del libro Maiorum Lingua A

Giove punisce un astuto mercante

Pagina 309, versione 43 del libro Maiorum Lingua A.

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Testo Originale Latino

Dives mercator in gravem morbum inciderat. Dum aegrotus est cotidie Iovem sic orabat: «Iuppiter magne omnipotensque deus omnium rerum domine…

Traduzione Italiana

Un ricco mercante si era imbattuto in una grave malattia. Mentre era malato, pregava quotidianamente Giove così: «Giove, grande e onnipotente dio, signore di tutte le cose, padre degli dei e degli uomini, ti prego: restituiscimi la salute, poiché devo portare avanti i miei affari. Quando sarò guarito, ti offrirò il sacrificio di molti buoi!». Giove risanò il mercante, ma quello non mantenne quanto promesso, perché era oltremodo avaro, e ingannò Giove: infatti, al posto di veri buoi, offrì al dio molte statuette di buoi di cera. Allora Giove, irato per l'inganno del mercante, punì l'ingrato uomo con un'astuzia simile. Mandò sulla terra Mercurio, che disse nel sonno al mercante: «Domani, sulla riva del mare, ci sarà un'occasione di grande guadagno!». Il mercante, attratto dalla speranza di guadagno, all'alba si alzò dal letto e corse alla riva del mare, dove lo catturarono i pirati, lo vendettero come schiavo e fecero un gran guadagno. Così l'empio mercante scontò la pena della sua astuzia.

 

Analisi

Dum aegrotus est: proposizione temporale

quoniam... debeo: proposizione causale

Cum convaluero: proposizione temporale

quod admodum avarus erat: proposizione causale

qui... dixit: proposizione relativa

ubi... comprehenderunt; proposizione locativa