Versione del libro Maiorum Lingua C

Cicerone chiede sostegno materiale e spirituale ad Attico

Versione 239 pagina 151 del libro Maiorum Lingua C.

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Testo Originale Latino

Tu me ut facis opera consilio gratia iuva. Consolari iam desine obiurgare vero noli; quod cum facis ut ego tuum…

Traduzione Italiana

Tu mi aiuti, come fai, con azioni concrete, consigli, prestigio. Smettila ormai di consolarmi, non voglio biasimarti; quando lo fai, come ho nostalgia il tuo affetto e il tuo dolore! Quanto al fatto che mi rimproveri tanto spesso e tanto duramente e dici che sono di animo debole, ti prego, c’è forse un male tanto grande che non sia nella mia sventura? Forse qualcuno decade da una buona condizione, per una ragione così valida, a dispetto di tante doti d’ingegno, di assennatezza, di prestigio, e nonostante tanto grandi protezioni a favore di tutti gli uomini onesti? Posso dimenticare chi sia stato. Posso non avvertire chi io sia, di quale onore sia privo, di quale fama, di quali figli, di quale sorte, di quale fratello? Tralascio il resto che è insopportabile: sono frenato dal dolore. Non devo essere alla fine accusato del fatto che soffro o perché non ho difeso la mia condizione? Ti ho scritto questo perché tu mi confortassi, come fai, piuttosto che ritenermi degno di biasimo o rimproveri. Non ti scrivo molto perché me lo impedisce il dolore; tu, come hai fatto sinora, scrivimi sul maggior numero di argomenti possibile, perché io non ne sia all’oscuro.

 

Analisi

ut facis incidentale

opera, consilio, gratia ablativi di mezzo

iuva imperativo presente attivo seconda persona singolare

desine imperativo presente attivo seconda persona singolare

consolari verbo deponente infinito presente retto da desine

noli imperativo presente seconda persona singolare

obiurgare infinito retto da noli

quod cum facis temporale

ut ego tuum amorem et dolorem desidero!  esclamativa

me esse oggettiva retta da dicis

animo infirmo complemento di modo

ecquod tantum malum est interrogativa

quod in mea calamitate non sit relativa

ecquis ... concidit interrogativa

oblivisci infinito deponente retto da possum

qui fuerim? interrogativa

sentire infinito retto da possum

qui sim, quo caream honore, qua gloria, quibus liberis, quibus fortunis, quo fratre?  interrogativa

Utrum tandem sum accusandus perifrastica passiva

quod doleo interrogativa con valore causale

an quod statum meum non defendi?  interrogativa disgiuntiva

ut potius relevares me finale

quod facis relativa

quam ut castigatione aut obiurgatione dignum (me) putares. secondo termine di paragone espresso con una proposizione avente valore finale

dignum regge gli ablativi castigatione aut obiurgatione

quod maerore impedior causale

ut adhuc fecisti incidentale

de rebus complemento d'argomento

scribe imperativo presente attivo seconda persona singolare

ne quid ignorem finale