Versione del libro Maiorum Lingua C

Cicerone ricorda Arpino, il suo paese natio

Versione 221 pagina 114 dal libro Maiorum Lingua C.

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Testo Originale Latino

Haec est mea et fratris mei patria. Hinc enim orti stirpe antiquissima sumus hic genus hic maiorum multa vestigia (sunt).…

Traduzione Italiana

Questa è la patria mia e di mio fratello. Da qui siamo nati da una stirpe antichissima, qui è la mia famiglia, qui le tracce di molti miei antenati. Che dire di più? Guarda questa villa come ora è, è stata costruita alquanto elegantemente da nostro padre, il quale, quando aveva la salute malferma, visse generalmente qui tra le lettere. Ma sappi che io sono nato proprio in questa zona, quando viveva un mio antenato e, secondo il costume antico, la villa era piccola. Perciò non c’è un so che e mi sfugge nel cuore e nei sensi, per cui questo luogo forse mi diletta più del giusto, e non senza ragione, se è vero che persino quell’uomo astutissimo, per vedere Itaca, si dice abbia rifiutato l’immortalità.

 

Analisi

Quid plura interrogativa diretta

ut nunc est incidentale

a patre nostro complemento d’agente

cum esset infirma valetudine cum narrativo

infirma valetudine complemento di modo

qui … hic fere aetatem egit in litteris.  Relativa

cum avus viveret  cum narrativo 

cum … parva esset villa, cum narrativo

scito imperativo futuro attivo seconda persona singolare

me esse natum. Oggettiva retta da scito

quid et latet in animo ac sensu meo, interrogativa

quo me multo plus aequo hic locus fortasse delectat,  relativa

si quidem etiam ille sapientissimus vir, protasi, sottinteso esset

Ithacam ut videret finale

immortali tatem repudiavisse soggettiva retta da dicitur