Versione del libro Maiorum Lingua C

Così Verre amministrava la giustizia

Versione 281 pagina 233 dal libro Maiorum Lingua C.

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Testo Originale Latino

Ut mos fuit Bithyniae regibus iste lectica ferebatur in qua pulvïnus erat perlucidus rosarum foliis fartus. Ipse autem coronam habebat…

Traduzione Italiana

Come era usanza dei re della Bitinia, costui era trasportato su una lettiga, nella quale c’era un cuscino lucidissimo pieno di petali di rose. Egli stesso, del resto, aveva una corona sulla testa, ne applicava un’altra sul collo e una reticella sul naso piena di sottilissimo lino, a piccole macchie, piena di rose. Compiuto così il tragitto, quando era venuto ad una città, veniva trasportato sulla medesima lettiga sino alla camera da letto. Là giungevano i magistrati siciliani, i cavalieri romani (cosa che voi, giudici, avete sentito da molti testimoni). In segreto gli venivano riferite le liti, poco dopo si prendevano apertamente delle decisioni. Infine, non appena aveva attribuito ragione o torto nella sua camera facendosi pagare, non certo non giustizia, dedicava il resto del tempo a Venere e a Bacco.

 

Analisi

Ut mos fuit Bithyniae regibus, incidentale

in qua pulvinus erat perlucidus rosarum foliis fartus. Relative

minutis maculis ablativo assoluto

confecto itinere ablativo assoluto

cum … venerat temporale

quod … audivistis causale

ubi … discripserat temporale