Versione del libro Maiorum Lingua C

Differenza fra l’uomo e l’animale

Versione 210 pagina 98 dal libro Maiorum Lingua C.

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Testo Originale Latino

Deus ille parens rerum fabricatorque mundi hominem separavit a ceteris animalibus tantum dicendi facultate. Nam corpora quidem magnitudine viribus firmitate…

Traduzione Italiana

Quella divinità creatrice delle cose e fabbricatore dell’universo separò l’uomo dagli altri animali solo nella facoltà di parlare. Noi vediamo, infatti, i corpi dotati di una certa grandezza, forze, fermezza, capacità di resistenza, velocità più forti in loro e che non tennero in esercizio i medesimi corpi attraverso mezzi esterni. Per la loro stessa natura infatti sanno avanzare alquanto in fretta, nutrirsi, attraversare a nuoto le acque. E la maggior parte degli animali si coprono con il loro corpo contro il freddo, e hanno innate un certo tipo di armi e facile sostentamento. Nel resto degli animali, inoltre, osserviamo una certa intelligenza e capacità di pensiero. Essi sanno rendere molli le tane, allestire nidi, allevare i piccoli, riporre il cibo per l’inverno e realizzare alcune cose per noi imitabili (quali sono quelle degli alveari e del miele). Un dio umano ci ha dato soprattutto la ragione, ma essa stessa non ci gioverebbe né sarebbe in noi così evidente se non potessimo esprimere con la parola ciò che abbiamo pensato.

 

Analisi

Parens fabricatorque complementi predicativi del soggetto

a ceteris animalibus complemento di separazione

dicendi gerundio dipendente da facultate

praestantiora riferito a corpora comparativo assoluto

et ingredi citius et pasci et tranare aquas infinitive rette da sciunt

mollire cubilia et nidos texere et educare foetus et reponere in hiemem alimenta et opera quaedam nobis inimitabilia  efficere  infinitive rette da sciunt

sunt cerarum et mellis genitivi di pertinenza

neque tam nobis iuvaret  apodosi

neque tam esset in nobis manifesta apodosi coordinata alla precedente

nisi exprimere loquendo possemus. Protasi

quae mente concepissemus relativa