Versione del libro Maiorum Lingua C

I veri beni dell’uomo

Versione 251 pagina 172 dal libro Maiorum Lingua C.

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Testo Originale Latino

Vitate quaecumque vulgo placent quae casus attribuit; ad omne fortuïtum bonum suspiciosi pavidique subsistîte. Munera ista fortunae putatis? Insidiae sunt.…

Traduzione Italiana

Evitate tutto ciò che piace alla massa e che attribuisce al caso; restate sospetti e timorosi di fronte a ogni bene casuale. Ritenete questi doni della sorte? Sono inganni. Chiunque di voi voglia tenere la vita al sicuro eviti quanto più può questi benefici vischiosi. Mantenete dunque una forma di vita sana e salutare, ossia guardate benevolmente al corpo soltanto in quanto basta alla buona salute. Il corpo deve essere trattato più duramente, affinché non obbedisca male all’animo: il cibo plachi la fame, bere estingui la sete, la veste tenga lontano il freddo, la casa sia protezione contro le ostilità del tempo. Se una zolla l’abbia innalzata o una pietra variegata di un popolo straniero, non importa: sappiate bene che l’uomo è difeso bene tanto dal tetto quanto dall’oro. Disprezzate tutto ciò che una fatica superflua considera orpello e onore; non pensate ad altro eccetto che l’animo è meraviglioso.

 

Analisi

Vitate  imperativo presente seconda persona plurale

quae casus attribuit relativa

Munera ista fortunae putatis?  interrogativa

agere infinito retto da volet

tenete imperativo presente seconda persona plurale

ut corpori tantum indulgeatis  finale

tantum ... quantum correlazione

Durius (corpus) tractandum est  perifrastica passiva

Durius (corpus) tractandum est ne animo male pareat:  finale

ne animo male pareat:  finale

scitote imperativo futuro  seconda persona plurale forma attiva

tam ... quam correlazione

Contemnite imperativo presente seconda  persona plurale

quae supervacuus labor velut ornamentum ac decus ponit;  relativa

cogitate imperativo seconda persona plurale

nihil praeter animum esse mirabile. oggettiva retta da cogitate