Versione del libro Maiorum Lingua C

Importanza della dote presso i Romani

Versione 280 pagina 231 dal libro Maiorum Lingua C.

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Testo Originale Latino

Cum secundo Punico bello Cn. Scipio ex Hispania senatui scripsisset petens ut sibi successor mitteretur quia filiam innuptam adultae iam…

Traduzione Italiana

Dopo che durante la seconda guerra punica Gneo Scipione ebbe scritto al senato dalla Spagna chiedendo che gli venisse mandato un successore, poiché aveva ormai la figlia nubile in età da marito e la dote non poteva renderla libera senza la presenza del padre, l’assemblea, per non privare lo stato di un valente generale, assunse su di sé il ruolo di padre e, stabilita una dote, pagò una somma al fisco e diede la figlia in sposa. L’ammontare della dote era 40.000 monete di rame. Perciò si può conoscere non soltanto la generosità dei senatori, ma anche la misura degli antichi patrimoni. Tanto grandi, infatti, furono i patrimoni al punto che Tuccia, la figlia di Cesone, pare avere portato al marito un’altissima dote di 10.000 monete di rame, e Megullia, poiché entrò nella casa del marito con 50.000 monete, ricevette il soprannome di Dotata. Il senato si attribuì il ruolo paterno anche per le figlie di Fabrizio e di Luscinio da nozze senza dote, poiché l’eredità del padre, ad eccezione della ricca fama, non aveva nulla che potessero registrare come dovuto.

 

Analisi

Cum … scripsisset narrativa

Petens participio congiunto

ut sibi successor mitteretur completiva

quia … haberet causale

neque ei sine se dos expediri posset causale coordinata alla precedente

ne … careret finale

constitutaque dote ablativo assoluto

filia complemento predicativo del soggetto

adeo ut visasit consecutiva

X milia aeris attulisse infinitiva

Quia Intravit  causale

Quotiam erat causale

Quod … referrent relativa