Versione del libro Maiorum Lingua C

Momenti di disperazione

Versione 278 pagina 226 dal libro Maiorum Lingua C.

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Testo Originale Latino

Ome perditum o afflictum! Quid nunc rogem te ut venias mulierem aegram et corpore et animo confectam? Non rogem? sine…

Traduzione Italiana

Sono rovinato, sono sconsolato! Perché dovrei chiederti di venire, o moglie malata nel corpo e nell’animo? Non dovrei? Stare dunque senza di te? Credo, così faro: se c’è speranza di un nostro ritorno, la potresti rassicurare e consolare del fatto; ma se, come temo, tutto si è già compiuto, fa’ in modo di venire da me, in qualsiasi modo tu possa. Sappi solo questo: se ti avrò, sembrerà certo che non sono morto. Ma che ne sarà della mia piccola Tullia? Già lo vedete: mi manca un progetto. Ma di certo, in qualunque condizione sarà la situazione, bisogna provvedere alla sua poveretta, al matrimonio e al buon nome. Che farà il mio Cicerone? Potrebbe essere sempre tra le mie braccia e sul mio grembo. Non posso ormai scrivere di più: me lo impedisce la tristezza. Non so che cosa tu abbia fatto: se tenere qualcosa oppure, come temo, se ti sei privata totalmente di ogni cosa. Dal momento che mi esorti ad essere forte e a sperare di guarire, vorrei che entrambi possiamo egualmente sperare una cosa di tal genere. Quanto al resto, fatti forza, Terenzia mia, come tu puoi fare in maniera assai dignitosa. Abbiamo vissuto, siamo fioriti: ci tormenta non un nostro difetto, ma le nostre doti.

 

Analisi

Ome perditum, o afflictum!  Complemento vocativo

Quid nunc rogem te  mulierem aegram et corpore et animo confectam?  interrogativa

Mulierem complemento predicativo dell’oggetto

Confectam participio aggettivale

ut venias finale

Non rogem? Interrogativa diretta semplice

Rogem congiuntivo dubitativo

Sim congiuntivo potenziale

sine te igitur sim? Interrogativa diretta semplice

sic agam congiuntivo dubitativo

si est spes nostri reditus, protasi

eam confirmes et rem adiuves apodosi

ut ego metuo incidentale

sin transactum est  protasi

fac imperativo presente seconda persona singolare

scito imperativo futuro seconda persona singolare forma attiva

si te habebo, protasi

non mihi videbor plane, apodosi costruzione personale di videor

videbor mihi perisse costruzione personale di videor

Sed quid Tulliola mea fiet? Interrogative diretta semplice

Videte imperativo presente attivo seconda persona plurale

serviendum est perifrastica passiva

cicero meus quid aget? Interrogativa diretta semplice

Tu quid egeris  interrogativa indiretta semplice

utrum aliquid teneas an, …..  plane sis spoliata. Interrogative indiretta doppia disgiuntiva

quod metuo dichiarativa

Tu quod me hortaris causale

ut animo sim magno et spem habeam recuperandae salutis, coordinate finali

recuperandae salutis gerundivo retto da spem

ut recte sperare possimus. Consecutiva

sperare infinito retto da possimus

Quod reliquum est relativa

Sustenta imperativo presente attivo seconda persona singolare

mea Terentia vocativo

ut potes onestissime incidentale