Versione del libro Maiorum Lingua C

Roma imperiale, una città immensa

Versione 236 pagina 143 dal libro Maiorum Lingua C.

Di questo libro trovi tutte le versioni tradotte e le analisi svolte!

Testo Originale Latino

Aspice hanc frequentiam cui vix urbis immensae tecta sufficiunt: maxima pars istius turbae patria caret. Ex municipiis et coloniis ex…

Traduzione Italiana

Osserva questo affollamento, al quale a malapena bastano le case di una immensa città; la maggior parte di questa folla non ha una patria. Dai municipi e dalle colonie, infine da tutto il mondo sono confluiti. L’ambizione ne ha spinti alcuni, altri il bisogno di un incarico pubblico, altri una rappresentanza stabilita, altri l’amore per il lusso, altri il desiderio di studi liberali, altri gli spettacoli; alcuni sono stati attirati dall’amicizia, altri dall’operosità, che ha incontrato l’occasione di mostrare le sue capacità, alcuni vi hanno trasferito una retorica da bottega. Ogni genere di uomini accorre in questa città che attribuisce grandi premi sia alle virtù sia ai vizi; chiedi a tutti costoro da dove ciascuno venga: vedrai che la maggior parte è quella che, abbandonati i suoi luoghi natali, è giunta nella città di certo più grande, ma che non è la loro. Costoro a Roma sono più stranieri che cittadini.

 

Analisi

aspice imperativo attivo presente seconda persona singolare

cui vix urbis immensae tecta sufficiunt relativa

Ex municipiis et coloniis, ex toto denique orbe moto da luogo

nacta participio congiunto

ostentandae gerundivo caso dativo singolare riferito a virtuti

in hanc urbem moto a luogo

ponentem participio congiunto riferito ad urbem

quaere imperativo passivo tempo presente seconda persona singolare

unde domo quisque sit  proposizione locativa

maiorem partem oggettiva retta da videbis

relictis sedibus suis ablativo assoluto

quae .. venerit in maximam quidem urbem, relativa

in maximam urbem moto a luogo

quam cives sunt proposizione comparativa esprimente il secondo termine di paragone