Versione del libro Maiorum Lingua C

Umanità di Quinto Marcello

Versione 286 pagina 241 dal libro Maiorum Lingua C.

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Testo Originale Latino

Q. Metellus Celtibericum in Hispania gerens bellum cum urbem Centobricam obsideret et iam admota machina partem muri quae sola convelli…

Traduzione Italiana

Quinto Metello, combattendo in Spagna contro i Celtiberi, mentre assediava la città di Centobrica, e già, fatto muovere un ariete, sembrava che avrebbe spaccato una parte delle mura che sola poteva essere sventrata, mostrò mitezze di fronte alla vicina vittoria. Dal momento che le catapulte degli abitanti di Centrobrica avevano esposto ai colpi i figli di Retogene, il quale, abbandonata la città, era passato con Metello, affinché i ragazzi non fossero vittime di una morte crudele davanti agli occhi del padre (sebbene egli stesso dicesse che Retogene non impediva anche con la morte della sua stirpe di portare a termine la conquista) si allontanò dall’assedio. Con un gesto certo così generoso, benché non avesse conquistato le mura di una città, si accattivò tuttavia il favore di tutti gli abitanti delle città dei Celtiberi, così che non gli occorrevano molti assedi per riportarle sotto il dominio del popolo romano.

 

Analisi

Gerens participio congiunto

Cum … obsideret narrativa

admota machina ablativo assoluto

quae … convelli poterat relativa

cum iam narrativa

disiecturus perifrastica attiva con valore di soggettiva retta da videretur

relicta urbe ablativo assoluto

qui … ad eum transierat relativa

cum … obiecissent narrativa

ne … consumerentur finale

quamquam negabat concessiva

esse impedimento oggettiva

quo facto ablativo assoluto

tametsi etsi non unius civitatis moenia,  … cepit concessiva

ita … ut ad redigendas eas in dicionem populi Romani non multis sibi obsidionibus opus esset. Consecutiva

ad redigendas eas finale