Versione del libro Varie

Empietà punita

Traduzione della versione di latino dal libro "Varie"

Testo Originale Latino

Daphidas praedicabat nihil sua interesse utrum. Dei essent necne.Se quidem laudibus extollebat ut virum au¬dacis sententiae atque civium et Deorum…

Traduzione Italiana

Dafida [si tratta di un sofista] affermava che non aveva per lui alcun interesse se gli dei esistessero o meno. Lodava (=con lodi) ed esaltava se stesso come un uomo di idee coraggiose, spregiatore ("contentor" inesistente, non può esser che "contemptor") dei cittadini e degli dei. Una volta dunque si recò a Delfi ("Delphos", non "Delphios") e chiese (consuluit, espressione tecnica per chi si rivolge all'oracolo) ad Apollo, per prenderlo in giro, se era in grado di trovargli un cavallo, sebbene non ne possedesse alcuno dette queste parole, rise poichè non gli interessava avere dei cavalli. Dall'oracolo tuttavia tornò la voce che quello aveva trovato un cavallo, ma che morì colpito da quello. Intanto Dafide rise. Ritornò a casa scherzando sugli dei con gli amici. Durante il percorso si imbattè con Attalo che aveva sfidato diverse volte con parole offensive e (iusso saxo) lo colpì, il cui nome era Cavallo. Dunque pagò con questo supplizio le colpe. Gli uomini apprendono quanto sempre è importante onorare gli dei. Il culto e la venerazione degli dei è decorosa tanto per i fanciulli che le fanciulle che per gli uomini dotti.