Versione di Virgilio

Libro 11, vv. 648-724

Traduzione della Versione "Libro 11, vv. 648-724" di Virgilio

Testo Originale Latino

At medias inter caedes exsultat Amazon unum exserta latus pugnae, pharetrata Camilla, et nunc lenta manu spargens hastilia denset, 650 nunc validam dextra rapit indefessa bipennem; aureus ex umero sonat arcus et arma Dianae. illa etiam, si quando in tergum pulsa recessit, spicula converso fugientia derigit arcu. at circum lectae comites, Larinaque virgo 655 Tullaque et aeratam quatiens Tarpeia securim, Italides, quas ipsa decus sibi dia Camilla delegit pacisque bonas bellique ministras: quales Threiciae cum flumina Thermodontis pulsant et pictis bellantur Amazones armis, 660 seu circum Hippolyten seu cum se Martia curru Penthesilea refert, magnoque ululante tumultu feminea exsultant lunatis agmina peltis. Quem telo primum, quem postremum, aspera virgo, deicis? aut quot humi morientia corpora fundis? 665 Eunaeum Clytio primum patre, cuius apertum adversi longa transverberat abiete pectus. sanguinis ille vomens rivos cadit atque cruentam mandit humum moriensque suo se in vulnere versat. tum Lirim Pagasumque super, quorum alter habenas 670 suffosso revolutus equo dum colligit, alter dum subit ac dextram labenti tendit inermem, praecipites pariterque ruunt. his addit Amastrum Hippotaden, sequiturque incumbens eminus hasta Tereaque Harpalycumque et Demophoonta Chromimque; quotque emissa manu contorsit spicula virgo, tot Phrygii cecidere viri. procul Ornytus armis ignotis et equo venator Iapyge fertur, cui pellis latos umeros erepta iuvenco pugnatori operit, caput ingens oris hiatus 680 et malae texere lupi cum dentibus albis, agrestisque manus armat sparus; ipse catervis vertitur in mediis et toto vertice supra est. hunc illa exceptum (neque enim labor agmine verso ) traicit et super haec inimico pectore fatur: 685 'silvis te, Tyrrhene, feras agitare putasti? advenit qui vestra dies muliebribus armis verba redargueret. nomen tamen haud leve patrum manibus hoc referes, telo cecidisse Camillae.' Protinus Orsilochum et Buten, duo maxima Teucrum 690 corpora, sed Buten aversum cuspide fixit loricam galeamque inter, qua colla sedentis lucent et laevo dependet parma lacerto; Orsilochum fugiens magnumque agitata per orbem eludit gyro interior sequiturque sequentem; 695 tum validam perque arma viro perque ossa securim altior exsurgens oranti et multa precanti congeminat; vulnus calido rigat ora cerebro. incidit huic subitoque aspectu territus haesit Appenninicolae bellator filius Auni, 700 haud Ligurum extremus, dum fallere fata sinebant. isque ubi se nullo iam cursu evadere pugnae posse neque instantem reginam avertere cernit, consilio versare dolos ingressus et astu incipit haec: 'quid tam egregium, si femina forti 705 fidis equo? dimitte fugam et te comminus aequo mecum crede solo pugnaeque accinge pedestri: iam nosces ventosa ferat cui gloria fraudem.' dixit, at illa furens acrique accensa dolore tradit equum comiti paribusque resistit in armis 710 ense pedes nudo puraque interrita parma. at iuvenis vicisse dolo ratus avolat ipse haud mora, conversisque fugax aufertur habenis quadripedemque citum ferrata calce fatigat. 'vane Ligus frustraque animis elate superbis, 715 nequiquam patrias temptasti lubricus artis, nec fraus te incolumem fallaci perferet Auno.' haec fatur virgo, et pernicibus ignea plantis transit equum cursu frenisque adversa prehensis congreditur poenasque inimico ex sanguine sumit: 720 quam facile accipiter saxo sacer ales ab alto consequitur pennis sublimem in nube columbam comprensamque tenet pedibusque eviscerat uncis: tum cruor et vulsae labuntur ab aethere plumae.

Traduzione Italiana

Ma in mezzo alle stragi esulta l'Amazzone scoperto un sol fianco per lo scontro, la faretrata Camilla, ed ora moltiplica con la mano spargendo flessibili dardi, 450 ora instancabile strappa con la destra la forte bipenne; alla spalla risuona l'arco d'oro e le armi di Diana. Ella snche se a volte ricacciata si è ritirata indietro, con l'arco girato lancia frecce fuggenti. Ma attorno le compagne scelte, la vergine Larina 655 Tulla e Terpea che scuote una scure di bronzo, italiche, che lei stessa scelse per sé quale gloria la divina Camilla e buone aiutanti di pace e di guerra: come le Trace quando battono i fiumi di Termodonte e le Amazzoni combattono con armi dipinte, 660 sia attorno ad Ippolita o quando la marzia Pentesilea si reca sul cocchio, e con grande ululante tumulto le schiere femminee danzano con scudi lunati. Chi con l'arma abbatti per primo, chi per ultimo, o vergine aspra? O quanti corpi morenti riversi a terra? 665 Euneo per primo, di Clizio padre, trapassa con una lunga asta d'abete il petto aperto di lui di fronte. Egli vomitando rivoli di sangue cade e mangia la cruenta terra e morendo si gira sulla sua ferita. Poi Liri e Pagaso sopra di lui, il primo di loro mentre 670 raccoglieva le briglie rotolato dal cavallo trafitto, l'altro mentre accorre e tende la destra inerme al cadente, ugualmente crollano a testa in giù. A questi aggiunge Amastro Ippotade, ed insegue minacciandoli con l'asta da lontano Tereo, Arpalico, Demofonte, Cromi; quante frecce inviate la vergine lanciò con la mano, altrettanti eroi frigi caddero. Lontano Omito con armi strane e cacciatore galoppa su cavallo iapige, gli copre le larghe spalle la pelle strappata ad un giovenco battagliero, la testa l'han protetta una enorme apertura 680 di bocca e le guance di un lupo con denti bianchi, uno spiedo arma le rustiche mani; egli si girain mezzo alle schiere e sta sopra con tutta la testa. Lei, preso costui ( non è fatica, giratasi la schiera) lo trafigge e con cuore nemico aggiunge così: 685 "Pensasti, Tirreno, di stanare bestie dai boschi? E' giunto il giorno che rimproveri le vostre parole con armi femminee. Tuttavia riferirai ai mani dei padri questa fama non piccola, esser caduto per l'arma di Camilla." Subito anche Orsiloco, Bute, due corpi, i più grandi 690 tra i Teucri, ma Bute lo trafisse con la punta, voltato, tra la corazza e l'elmo, dove il collo di chi siede ( a cavallo) risplende e dal braccio sinistro pende lo scudo; Orsiloco invece mentre lei fugge e svelta con un grande cerchio lo inganna all'interno del giro ed insegue l'inseguitore; 695 allora ergendosi più alta sull'uomo che prega e molto scongiura raddoppia la forte scure sulle armi e sulle ossa; la ferita riga il volto di caldo cervello. Con costei s'imbatte ed atterrito dall'improvvisa visione si bloccò il figlio guerriero di Auno abitatore dell'Appennino, 700 non ultimo dei Liguri, finchè i fati permisero di imbrogliare. Egli quando vede di non poter più scappare per nessuna strada ed evitare la regina che incalza, entrato nell'idea di tentare tranelli e con astuzia comincia così: " Cosa di tanto nobile, se da donna ti affidi 705 ad un forte cavallo? Smetti la fuga e mettiti con me in suolo pari corpo a corpo con me e datti allo scontro a piedi: poi conoscerai a chi rechi frode una gloria ventosa." Disse, ma ella furente ed accesada forte dolore consegna ilcavallo alla compagna e resiste con pari armi 710 a piedi con la nuda spada ed impavida con il puro scudo. Ma il giovane pensando aver vinto con l'inganno vola via lui senza indugio, e si sottrae fuggendo girate le briglie ed affatica il veloce quadrupede con lo sperone ferrato. " Falso Ligure invano innalzato da superba animosità, 715 inutilmente insidioso tentasti le arti patrie, né la frode ti porterà incolume al bugiardo Auno." Così dice la ragazza, ed infuocata con le veloci piante sorpassa il cavallo di corsa e prese le briglie davanti l'affronta e dal sangue nemico prende le vendette: 720 come facilmente il falco, volatile sacro, da un'alta roccia raggiunge con le penne una colomba altissima su di una nube ed afferrratala la tiene e la sviscera con gli artigli adunchi: allora il sangue ele pime strappate scivolano dal cielo.