Versione di Virgilio

Libro 11, vv. 896-915

Traduzione della Versione "Libro 11, vv. 896-915" di Virgilio

Testo Originale Latino

Interea Turnum in silvis saevissimus implet nuntius et iuveni ingentem fert Acca tumultum: deletas Volscorum acies, cecidisse Camillam, ingruere infensos hostis et Marte secundo omnia corripuisse, metum iam ad moenia ferri. 900 ille furens (et saeva Iovis sic numina poscunt ) deserit obsessos collis, nemora aspera linquit. vix e conspectu exierat campumque tenebat, cum pater Aeneas saltus ingressus apertos exsuperatque iugum silvaque evadit opaca. 905 sic ambo ad muros rapidi totoque feruntur agmine nec longis inter se passibus absunt; ac simul Aeneas fumantis pulvere campos prospexit longe Laurentiaque agmina vidit, et saevum Aenean agnovit Turnus in armis 910 adventumque pedum flatusque audivit equorum. continuoque ineant pugnas et proelia temptent, ni roseus fessos iam gurgite Phoebus Hibero tingat equos noctemque die labente reducat. considunt castris ante urbem et moenia vallant. 915

Traduzione Italiana

Intanto la crudelissima notizia raggiunge Turno nelle selve ed Acca riferisce al giovane il gigantesco tumulto: le schiere dei Volsci distrutte, Camilla ècaduta, i nemici accaniti incalzano, e con Marte propizio hanno sconvolto tutto, la paura ormai è portata presso le mura. 900 Egli furente ( ecosì richiedono le crudeli potenze di Giove) abbandona i colli assediati, lascia gli aspri boschi. Era appena uscito allo scoperto e teneva la pianura, quando il padre Enea entrato nelle balze aperte supera il giogo ed esce dalla selva oscura. 905 Così ambedue rapidi si portano alle mura e con tutto l'esercito non sono lontani tra loro molti passi; appena Enea da lontano osservò le piane fumanti di polvere e vide le schiere di Laurento, e Turno riconobbe il terribile Enea in armi 910 e l'arrivo dei fanti e sentì l'ansimare dei cavalli. Subito attaccherebbero battaglie e tenterebbero scontri, se ormai il roseo Febo nel gorgo ibero non immergesse i cavalli e calando il giorno non riportasse la notte. Si fermano negli accampamenti davanti alla città e cingono le mura.