Versione di Virgilio

Libro 6, vv. 156-174

Traduzione della Versione "Libro 6, vv. 156-174" di Virgilio

Testo Originale Latino

Aeneas maesto defixus lumina vultu ingreditur linquens antrum, caecosque volutat eventus animo secum. cui fidus Achates it comes et paribus curis vestigia figit. multa inter sese vario sermone serebant, quem socium exanimum vates, quod corpus humandum diceret. atque illi Misenum in litore sicco, ut venere, vident indigna morte peremptum, Misenum Aeoliden, quo non praestantior alter aere ciere viros Martemque accendere cantu. Hectoris hic magni fuerat comes, Hectora circum et lituo pugnas insignis obibat et hasta. postquam illum vita victor spoliavit Achilles, Dardanio Aeneae sese fortissimus heros addiderat socium, non inferiora secutus. sed tum, forte cava dum personat aequora concha, demens, et cantu vocat in certamina divos, aemulus exceptum Triton, si credere dignum est, inter saxa virum spumosa immerserat unda.

Traduzione Italiana

Enea con volto mesto, abbassati gli occhi Avanza lasciando la caverna e medita tra sé i ciechi Eventi. Gli va compagno il fido Acate E con uguali pensieri calca le orme. Tra loro con vario discorso esaminavano molte cose: quale amico esanime dicesse la profetessa, quale corpo da seppellire. Ma essi nel lido asciutto, come arrivarono, vedono l'eolide Miseno ucciso da morte indegna; non un altro era più capace di lui di eccitare col bronzo gli eroi ed accendere Marte col canto. Costui era stato compagno del grande Ettore, attorno ad Ettore Affrontava le battaglie, famoso per il lituo e la lancia. Dopo che Achille vincitore privò quello della vita, il fortissimo Eroe s'era unito come compagno al dardanio Enea, seguendo non minori imprese. Ma allora, mentre per caso con cava conchiglia fa risuonare il mare, e, pazzo!, col suono provoca gli dei ad una gara, il rivale Tritone, se è giusto crederlo, aveva sommerso tra le rocce nell'onda spumosa l'eroe, dopo averlo afferrato.