Versione di Virgilio

Libro 9, vv. 778-818

Traduzione della Versione "Libro 9, vv. 778-818" di Virgilio

Testo Originale Latino

Tandem ductores audita caede suorum conveniunt Teucri, Mnestheus acerque Serestus, palantisque vident socios hostemque receptum. 780 et Mnestheus: 'quo deinde fugam, quo tenditis?' inquit. 'quos alios muros, quaeve ultra moenia habetis? unus homo et vestris, o cives, undique saeptus aggeribus tantas strages impune per urbem ediderit? iuvenum primos tot miserit Orco? 785 non infelicis patriae veterumque deorum et magni Aeneae, segnes, miseretque pudetque?' talibus accensi firmantur et agmine denso consistunt. Turnus paulatim excedere pugna et fluvium petere ac partem quae cingitur unda. 790 acrius hoc Teucri clamore incumbere magno et glomerare manum, ceu saevum turba leonem cum telis premit infensis; at territus ille, asper, acerba tuens, retro redit et neque terga ira dare aut virtus patitur, nec tendere contra 795 ille quidem hoc cupiens potis est per tela virosque. haud aliter retro dubius vestigia Turnus improperata refert et mens exaestuat ira. quin etiam bis tum medios invaserat hostis, bis confusa fuga per muros agmina vertit; 9.800 sed manus e castris propere coit omnis in unum nec contra viris audet Saturnia Iuno sufficere; aeriam caelo nam Iuppiter Irim demisit germanae haud mollia iussa ferentem, ni Turnus cedat Teucrorum moenibus altis. 805 ergo nec clipeo iuvenis subsistere tantum nec dextra valet, iniectis sic undique telis obruitur. strepit adsiduo cava tempora circum tinnitu galea et saxis solida aera fatiscunt discussaeque iubae capiti nec sufficit umbo 810 ictibus; ingeminant hastis et Troes et ipse fulmineus Mnestheus. tum toto corpore sudor liquitur et piceum nec respirare potestas flumen agit, fessos quatit aeger anhelitus artus. tum demum praeceps saltu sese omnibus armis 9.815 in fluvium dedit. ille suo cum gurgite flavo accepit venientem ac mollibus extulit undis et laetum sociis abluta caede remisit.

Traduzione Italiana

Finalmente i capi dei Teucri sentita la strage dei loro si radunano, Mnesteo ed il forte Seresto, vedono i compagni che si sbandano ed il nemico accolto. 780 E Mnesteo: " Dove mai volgete la fuga, dove?" disse. "Quali altre mura, quali bastioni avete più? Un uomo solo e da ogni parte accerchiato, o cittadini, dai vostri argini poterbbe fare tante stragi impunemente per la città? Invierebbe tanti eccellenti tra i giovani all'Orco? 785 Non avete compassione e vi vergognate, vigliacchi, dell'infelice patria, degli antichi dei e del grande Enea?" Accesi così si rafforzano e con schiera serrata si fermano. Turno a poco a poco si ritira dalla mischia e cerca il fiume e la parte che è cinta dall'onda. 790 Per questo più aspramente i Teucri incombevano con grande urlo ed univano la schiera, come una folla quando incalza con armi ostili un crudele leone; Ma lui spaventato, feroce, guardando biecamente, ritorna indietro e l'ira ed il coraggio non tollera di dare le spalle né quello è capace, 795 pur desiderandolo, di avventarsi contro tra armi ed uomini. Non diversamente Turno dubbioso ritrae dietro i passi lenti e il cuore brucia di rabbia. Anzi poi due volte era balzato in mezzo ai nemici, due volte volge in fuga le schiere confuse per le mura; 800 Ma tutto il gruppo dal campo si unisce in fretta insieme né Giunone Saturnia osa dargli forze contro; Giove infatti inviò dal cielo l'aerea Iride che portava non teneri ordini alla sorella, se Turno non si ritiri dalle alte mura dei Teucri. 805 Dunque il giovane né può resistere tanto con lo scudo né la destra ha vigore, lanciati così da ogni parte i dardi è travolto. Il cavo elmo stride continuamente attorno alle tempie con strepito ed i solidi bronzi ed i pennacchi sconvolti cedono dal capo né l'umbone basta per i colpi; 810 sia i Troiani sia lo stesso Mnesteo fulmineo raddoppiano. Allora da tutto il corpo il sudore si scioglie e forma un flusso di pece né ( c'è) possibilità di respirare, un affanno malato scuote le stanche membra. Allora finalmente a capofitto con un salto si buttò nel fiume 815 contutte le armi. Quello col suo gorgo biondo l'accolse mentre giungeva e lo sollevò con le morbide onde e lo restituì lieto ai compagni, lavata la strage. 9.818